le voci di dentro
progetto laboratoriale
teatrale-musicale
Nato per iniziativa degli artisti Luca Di Tommaso, Monica Pinto e Guido Primicile Carafa, attivi nel Carcere di Secondigliano già dal 2014 con l’Aps “P.E.R.SUD”, che si rivolge particolarmente ai detenuti di alta sicurezza.
La ragione fondamentale del progetto è l’idea che attraverso la cultura, la bellezza, la meraviglia che l’arte è in grado di generare, l’umanità possa rigenerarsi in nuove ed armoniche forme di vita.
Lavorando dentro e fuori le mura, può crearsi un’osmosi fra i due mondi, per cercare di scalfire la barriera che li separa e far crollare i pregiudizi troppo spesso legati al mondo carcerario.
News
“Pulcinella controvento”: al via le date dello spettacolo e del laboratorio per i ragazzi
Dopo la straordinaria partecipazione all’incontro a Palazzo Cavalcanti, entrano nel vivo gli appuntamenti del progetto “Vasi Comunicanti – Teatro, Carcere, Comunità”, promosso e finanziato dal Comune di Napoli per la programmazione culturale 2026.
In programma lo spettacolo “Pulcinella controvento” e uno speciale laboratorio dedicato ai ragazzi, entrambi a ingresso gratuito:
14 Settembre 2026 (ore 17:00) – Centro Polifunzionale OASI (via Ferrante Imparato, 111 – Napoli)
16 Settembre 2026 (ore 17:00) – CHIKÙ (Largo della Cittadinanza Attiva, Scampia – Napoli)
Un progetto che unisce arte e comunità creando un ponte tra il “dentro” e il “fuori”.
Scopri tutti i dettagli e consulta le locandine
L'intervista a Aniello Arena
ex detenuto ergastolano e ormai cittadino libero e attore di fama
La storia di Aniello è un monito di speranza e di trasformazione, un suggerimento a non smettere di sognare, partendo dalla consapevolezza che ogni individuo, indipendentemente dalla sua condizione, è libero davvero solo quando è disponibile a compiere un cammino di crescita interiore e di evoluzione.
L’intervista a Aniello Arena è stata condotta da Luca Di Tommaso, Monica Pinto, Guido Primicile Carafa appena dopo l’incontro con i detenuti del laboratorio “Le voci di dentro” nell’ambito del progetto “Violenza non violenza” nell’ambito dell’iniziativa “Cultura: che classe!” promossa e finanziata dal Comune di Napoli (edizione 2025/2026).
Da una lettera di Gennaro ex detenuto, indirizzata all’organico de “Le voci di dentro”
Affondando le mani nel mio cuore, non ho trovato altro che un po’ di terra arida, un luogo desolato fatto solo di strade buie e gelide. Sono sempre stato convinto che quello era il tetro scenario di ciò che mi rispecchiava. Non ho mai cercato, né pensato di cambiare ciò che vedevo dentro di me. In fondo, se ti abitui al freddo non devi avere la preoccupazione di perdere il calore.
[…] Ma poi siete arrivati voi, le uniche persone che non si sono limitate a guardare o giudicare, ma vi siete chiesti cosa poter seminare in una terra così arida. […] Con piccoli gesti, voi vantate la mia ignoranza, facendomi sentire speciale e facendomi vedere che quel terreno dentro di me non è più arido ma colmo di vita e quel posto non è più gelido ma pieno di calore. […]
Non riuscirei mai più a tornare a sentirmi a mio agio in quelle terre desolate. Voi siete riusciti ad infondere in me la speranza e continuate a farla crescere con le vostre amorevoli cure…
Il nostro impegno dentro e fuori le mura
Ringraziamento alla Direttrice
dell'Istituto Penitenziario
"P. Mandato" di Secondigliano
Un sentito grazie alla Direttrice Giulia Russo e al personale dell’Istituto Penitenziario “P. Mandato” di Secondigliano per il fondamentale sostegno al progetto teatrale “Le voci di dentro”. La sua disponibilità e fiducia hanno permesso di creare un’opportunità di crescita e riflessione per i detenuti, utilizzando il teatro come strumento di inclusione e cambiamento.
Apprezziamo profondamente la sua dedizione nel favorire il reinserimento sociale attraverso la cultura, rendendo questo progetto una meravigliosa esperienza che ha avuto un impatto positivo sia sui protagonisti che sull’intera comunità.
premio nazionale "federico del prete"
Ricevere un premio da un’associazione presieduta dal fratello di una vittima innocente di camorra ci incoraggia e ci dà fiducia che il lavoro in carcere possa aiutare a ricongiungere i pezzi di un’umanità disgregata.